Soul Kiss di Eastside Brewing, un vero bacio all’anima

Nelle mie trasferte di lavoro sono solito appuntarmi qualche posticino dove poter andar a bere la sera e se il caso vuole che la trasferta sia a Ravenna, luogo nel quale ho vissuto 11 mesi, il gioco diventa semplice.
Oltre alle mie tappe obbligatorie (BeerMessenger a Pinarella, Brasserie Arnage a Cesena, BarBeer a Forlì e TaBeerna a Ravenna) sono andato al BiFor, acronimo del progetto Birra Forlì. Dopo aver bevuto tutta la loro gamma, ho scorso la ottima taplist e ho visto la Fumo Lento di Eastside Brewing e mi è venuto in mente come avevo conosciuto i ragazzi di Latina.

Nel Febbraio 2016, Bred ci dice che sua nonna ha a disposizione delle fortunelle (conosciuti anche come mandarini cinesi) e che potremo usare le bucce per la “mia” ricetta della Blanche, datata 2015. Obe è d’accordo e quindi procediamo all’essiccazione delle bucce che ci serviranno per la nostra Lucky Crazy Grain. Verso Marzo ci accorgiamo che la quantità esagerata di luppoli l’ha fatta virare ad una American Wheat e ci “rassegnamo” all’idea di essere andati fuori stile rispetto alle idee iniziali.
Prorpio in quei giorni un birrififico laziale stava presentando una oneshot, la Spring Break, una American Wheat ai mandarini cinesi. Il birrificio in questione era proprio Eastside e avevamo già capito che tra noi e il birrificio latinense ci sarebbe stato un certo feeling.

Questo piacevole aneddoto mi ha sempre incuriosito e ad EurHop ho bevuto per la prima volta le creazioni di Luciano Landolfi. Una gamma vasta di prodotti che spaziano dalla linea classica che mette le proprie radici negli stili americani e due linee, una speciale e una stagionale, che sono valsi la nomination tra i 5 migliori birrifici emergenti italiani al concorso “Birraio dell’anno”.

17916093_10155338964239548_2007008979_oEd è stato anche per questo che in questa settimana romagnola, oltre alla Fumo Lento sopramenzionata, mi sono comprato al BeerMessenger di Gianluca Bianchi una bottiglia di Soul Kiss.

Appena aperta, dalla bottiglia escono i primi piacevoli aromi che si sprigionano con la mescita nel bicchere. Arrivano aromi agrumati (mandarino in evidenza) e tropicali, entrambi forti ma “puliti”.  Alla vista la schiuma risulta perfetta con una grana impeccabile e risalta il bellissimo colore arancio ramato che la rende davvero “succulenta”.

Al primo sorso mi viene un lampo, i ricordi delle prime AIPA/APA, con quella parte presente ma leggera di biscotto e caramello che danno un lieve dolcezza e un’amaro erbaceo elegante che chiude alla perfezione la bevuta.17916565_10155338964294548_2017193152_o

La bottiglia è il Lotto 50 del 2016, quindi la birra ha probabilmente 6 mesi sulle spalle, ma ha una presenza, una finezza e una freschezza che non mi sarei aspettato da una luppolata non “giovanissima”. La Soul Kiss ha 5,5% ABV, che la mettono al limite tra le American Pale Ale e le American IPA, ma ha una beva (difficoltà 1/5) incredibile che la farebbe entrare nelle Session, inteso come birre da bere per tutta una “sessione” in quanto non annoia mai.

ABBINAMENTO: E’ una birra rock (non punk 🙂 ) e quando la sorseggiavo pensavo alla bellezza di poter bere una birra del genere ad uno concerto rock estivo. Il modo migliore per migliaia di persone di godere oltre che di buona musica anche di buonissima birra. \m/!