Come sopravvivere ai Festival della birra: ecco il “survival kit”.

Arrivi ad un bel festival: tanti birrifici, decine di spine e centinaia di birre ti aspettano. Nell’elenco delle birre hai cerchiato di rosso le “imperdibili” e di verde quelle che vorresti provare: tutte in abbondanza tanto “con il culo che c’ho nella rotazione delle spine, quel fusto lo avranno già finito!”. Hai trascorso il viaggio d’andata a disquisire con il compagno di viaggio se partire dalle basse fermentazioni o dalle sour piuttosto che dalle belgian ale.

Festival 3

E invece, preso dalla foga, quarantecinque minuti dopo l’ingresso sei affamato come un lupo, visibilmente sbronzo ed incapace di distinguere la differenza tra un Barley Wine e una Berliner Weisse.

Per ovviare a questo scenario, a cui siamo tutti a rischio e che quando si realizza manda in fumo ore di minuziosa ricerca brassicola e nella migliore delle ipotesi fa perdere il tempo di riprendersi dall’abuso alcolico, ho utilizzato le mie conoscenze dietetiche piegandole al “lato oscuro” per dare vita ad un “survival kit” alimentare apposito per i festival con l’obbiettivo di:

moderare gli effetti dell’alcool durante il festival;

migliorare la sicurezza di ognuno di noi, riducendo i rischi alcool e sonnolenza nel post festival;

– prolungare il più possibile la lucidità necessaria ad un assaggio consapevole;

– spendere al meglio il tempo del festival in tutta la sua interezza senza pause involontarie.

Occorre premettere che il nostro corpo è in grado di smaltire circa 8 grammi di alcool all’ora, 10-20 cl di birra a seconda della gradazione: questo limite si incrementa all’aumentare della corporatura e dell’abitudine all’assunzione degli alcolici e si riducono nelle donne. L’eliminazione dell’etanolo è affidata soprattutto al fegato (più del 90%) ma una considerevole parte (fino al 6%) è a carico dei polmoni ed in misura minore al sudore e alle feci (massimo 4%). Oltre questo limite occorre attingere alle potenzialità del “survival kit”, che contiene una bottiglia grande di acqua, un succo di frutta e un pacchetto di roschette: facile come bere una pinta di hells. La prima e più banale raccomandazione è di bere molta acqua, in modo da reidratare l’organismo e ripristinare i liquidi perduti a causa dell’alcol; allo stesso tempo, una buona idratazione favorisce l’allontanamento di una piccola quota di etanolo tramite urine (favorendo l’afflusso di liquidi al fegato) e sudore.
I carboidrati del “war pack” servono per combattere ipoglicemia che causa l’etanolo: dando per scontato che è un peccato non cenare (o pranzare) con una delle meravigliose opportunità che puntualmente si trovano nei festival, è consigliabile piluccare con moderazione le roschettine prima del pasto e il succo di frutta un oretta prima di togliere le tende [NB: penso che sia superfluo dirlo, ma non mettetevi al volante per nessun motivo se  av14494799_10211216850445388_4926803639081642483_nete il tasso alcolemico oltre il limite consentito].
Sono sconsigliate le bevande tipo cola e caffè per attenuare i sintomi della sbornia: stimolano la secrezione di succhi gastrici aggravando la situazione della mucosa dello stomaco, e favoriscono la diuresi aggravando la disidratazione corporea (che aumenta ulteriormente quando si vomita). Da non dimenticare che l’etilismo acuto provoca vasodilatazione, aumentando la dispersione del calore corporeo: vampate di calore e sudore non vanno sopravvalutate ed è bene coprirsi ed evitare di uscire per cantare a petto nudo sotto la neve! E sfatiamo un altro mito: il “bicchiere della staffa”, cioè il consumo di una piccola quantità di alcol al risveglio, quasi fosse un rimedio erboristico che non allevia certo i sintomi della sbornia, anzi… Infine, se la sbornia non è particolarmente grave, una leggera attività fisica può essere d’aiuto senza chiedere troppo all’organismo è possibile e limitarsi ad una passeggiata rilassante.

Seguite questi consigli ed armatevi di zaino e provviste, sta per aprirsi la stagione dei festival! Cheers!