Dal #BarrelAgingProgram di Brewfist, la Trinidad El Pedro

Se mi obbligassero a scegliere un solo tipo di birra da bere per il resto della mia vita, non avrei alcun dubbio e sboccerei immediatamente una bottiglia di barley wine.
Per i cultori della storia della birra, ma se non lo siete passate serenamente oltre questo capitolo, sappiate che i BW sono nati come una costola delle Ale (termine con il quale si identificavano le birre non caratterizzate dal luppolo nell’ottocento inglese, a differenza della Beer) ed in particolare delle Old Ale, ovvero quelle da consumare dopo una maturazione più o meno lunga. Caratterizzati da un grado alcolico considerevole, risale al 1870 la nascita del termine Barley Wine riferito alla Strong ale Bass Brewery No.1 di Burton Upon Trent: dolci, sensazioni di warming, futtate e scure.
Il BW che ho assaggiato è la Trinidad El Pedro, from Codogno (Lodi) direttamente dai tini di Brewfist: i lombardi sono tra i birrifici più dinamici della scena brassicola italiana ed è sufficiente nominare la Spaceman per ricordarsi immediatamente di chi stiamo parlando.

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Il BW in questione è uno dei tre concepiti nell’ambito del #BarrelAgingProgram: gli altri due sono la Trinidad El Fernando e la Trinidad El Vasco, la prima caratterizzata da lievito saison e il passaggio in botti di Porto mentre la seconda viene invecchiata sempre in botti di porto ma condivide la ricetta con la Trinidad El Pedro, che però sosta esattamente 12 mesi in botti di Pedro Ximenez, ovvero uno dei più conosciuti Sherry prodotto da uve passite.

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L’etichetta del lotto n.6241 parla chiaro: malto 100% Maris Otter e soltanto luppolo E.K.Golding per questa dolcezza dal colore ambrato carico con schiuma fine e poco persistente. Al naso spicca il dattero e la frutta disidratata ben prima dell’alcool: il naso finisce con cioccolato al latte e lievissimo diacetile (permesso da BJCP). In bocca spicca immediatamente il sapore di frutta secca a guscio come noce e nocciola, ma appena scivola in gola si presenta il forte calore dovuto all’alcol. Nel risalire di temperatura tornano anche in bocca i sapori della frutta secca disidratata e dattero e compaiono quelli della frutta candita, arancia, mieloso e una piccola parte di solvente.
Un BW ricercato e gradevole che non delude le attese neanche di chi stravede per questo genere di birra. Il grado alcolico elevato (13,8°) consigliano di dividere lo 0,33 con almeno un fidato compagno di bevute anche se il corpo della birra, molto consumato dalla sosta annuale in botte, lo rendono godibile: è comunque una birra da 4,5 didifficoltà, non impossibile da bere ma certamente destinata a palati curiosi e avvezzi alle alte gradazioni come rossi corposi o liquori distillati.
Consiglierei di godere la bevuta ascoltando un vinile di chitarra di flamenco e frapponendo tra i sorsi del BW delle cioccolate con oltre l’80% di cacao.