Birra Artigianale a Parigi: From Paris with…Beer

Finalmente iniziamo questa rubrica che spera di essere un buon viatico nei vostri viaggi che però vogliono contemplare anche una sana e ottima birra di qualità.

La prima meta di cui parleremo è Parigi. Direte voi, “Con la storia brassicola di Germania, Belgio e Gran Bretagna, questo st****o inizia la rubrica con Parigi?!”. Ebbene si, perchè oltre ad amare la capitale francese è stata una di quelle vacanze in cui ho dovuto fare più ricerche per trovare posti degni di nota e per questo voglio aiutarvi, elencandovi i posti in base alla tipologia, in modo da identificare subito cosa sia meglio per voi.

Brewpub: Il Brewpub quando vado in giro è la tipologia di locale che cerco più volentieri. Solitamente si trova buon cibo e 20170205144005_IMG_08721se il birrificio è mediamente capace si bevono birre normali (non capolavori assoluti) a prezzi contenuti. Parigi ne offriva 2 e il primo che ho visitato è il Paname Brewing Company. Situato sul XIX Arrondisment, vicino alle fermate Metro Laumiere (Linea 5) e Crimee (Linea 7), si affaccia col suo bellissimo locale sul bassin de la Villette. Lo stile si rifà alla new age delle Craft Beer americane, locale con rifiniture in legno, bancone lunghissimo con doppia serie di spine e impianto di produzione a vista.
Il tutto è nelle mani di Frederick Rivera, estroso italo-belga di stanza a Parigi, che cura e gestisce il tutto.g

Il cibo si basa sullo street food più succulento anche se lontano dalla cucina parigina: pulled Pork, Manzo stracciato e Pollo fritto accompagnati da salsa coleslaw, patatine fritte e altri contorni.

fMa parliamo della cosa che ci interessa di più: le birre.
La gamma è molto variegata e consente di spaziare su tanti stili in un’unica giornta. Io ho bevuto: Casque d’Or, Saison semplice e dissetante, Septimo, Summer Ale dai forti sentori tropicali e dalla bevibilità disarmante e la Bète Noir, Black IPA dove i sentori amaricanti sono ben presenti e superano le note di torrefazione dei malti scuri.

I prezzi si aggirano sui 13/15 €/L per la birra e sui 9/12 € a piatto per il food che sono nella media parigina. Consigliatissimo.

Il secondo brewpub che avrei voluto visitare era quello del birrificio Le Triangle ma la mia speranza si è infranta con la “politica dei locali parigina”, che prevede molte chiusure nelle giornate di domenica e lunedì. Un vero peccato se si considera che molti viaggiatori low-cost volano tra il sabato e il lunedì.

Pub: Ne ho fatti tre e sono tra i più conosciuti.

La Fine Mousse (fermata Menilmontant linea 2)nn, si divide in due locali uno di fronte all’altro, uno solo taproom e l’altro ristorante, locale su cui riponevo più sepranze con una cucina innovativa e carta delle birre superlativa. Purtroppo il ristorante di domenica e lunedì sera fa chiusura e quindi ho dovuto “ripiegare” solo sulla mescita non avendo possibilità di mangiare niente.
Locale un po’ “fighetto” ma che merita sicuramente una visita, per l’ottima selezione di bottiglie e per le birre presenti alle 20 spine. Ho bevuto la Myrha della Brasserie de la Goutte d’or (birrificio parigino), Pale Ale che non mi ha lasciato particolari emozioni e la Blanche della Brasserie du Mont Saleve che mi è piaciuta da impazzire. Prezzi un filo più alti rispetto alla media, si arriva anche 15/17 €/L.we

Sempre scendendo alla solita fermata metro (Menilmontant) potete andare a Les Trois 8 , pub informale che punta sulla qualità di tutte le sue materie prime: birre artigianali, vini biologici, affettati di prima qualità e distillati da tutto il mondo.
Con un meraviglioso tagliere di affettati (15 €) ho abbinato una Burn Out,Porter della Brasserie La Pointeuse (3,80€  25 cl.) e la Floréal, Amber Ale della Brasserie Corrézienne (4€ 25 cl.). Mentre la prima perfetta con tutto il tagliere, la seconda era slegata sia in abbinamento, sia da sola, peccato.

IMG-20170206-WA0044Ultimo locale visitato Le Supercoin . Consiglio se avete fame date un occhio a ciò che offre la zona intorno al locale perchè anche qui si parla di una Taproom.
Carino, gestito da una ragazza simpaticissima con selezione di un birrificio periferico parigino (Deck & Donohue) e possibilità di portarsi il cibo da fuori.
Le birre alla spina che ho assaggiato sono tutte le birre della serie Makkuro che è la loro Porter base, la Makkuro, la Extra Makkuro, quasi una Black IPA e la Makkuro “Chinese New Year” con Lapsang Souchong (thè nero) e zest e succo di clementine. Tutte creazioni interessanti che costavano 14€ al litro.

 

Beershop: Personalmente non ne ho visitato nemmeno uno. Per due motivi. Non avevo bagaglio in stiva e il tempo era veramente poco per farci incastrare anche gli shops, ma due nomi un po’ sulla bocca di tutti ve li segnalo. La Cave a Bulles e La Moustache Blanche , entrambi con ampia selezione di birre e entrambi in zona IV Arrondissement, quindi in pieno centro. Se avete bagaglio in stiva fateci una capatina.

Birrifici: Li ho nominati tutti da Paname Brewing Company a Brasserie de la Goutte d’Or, passando per Deck & Donohue fino ad arrivare a Le Triangle (unico di cui non ho assaggiato niente), ma mi permetto di segnalare il progetto BU – Brew Unique luogo dove si possono creare birre private in un impianto che apre al pubblico. Un modo per espandere l’Homebrewing a tutta la comunità ed allargare la filosofia della Biere Artisanale.

 

La scena brassicola parigina è molto valida, in fermento e con tante realtà nuove, ma con prezzi molto alti per un turista italiano. Se uno dovesse viverci sarebbe un problema, ma per una volta che siete nella “Cite de l’amour” non esitate e bevete.

A votre santé!