La Nobile (non decaduta) dell’Eremo

Dei 78 premi conferiti nel concorso “Birra dell’Anno” si possono certo distinguere medaglie più pesanti ed altre più leggere in base alla incidenza nella produzione totale del birrificio e alla diffusione nel mercato: è il caso di Baladain con le Xyauyù, birre di assoluto livello ed estrema complessità realizzativa (complimenti a Teo Musso) che fanno incetta di premi nelle categorie 13 e 21 ed in grado di suscitare un incredibile godimento nei fortunati bevitori, ma che sono oggetto di interesse da parte di una nicchia di pubblico.
Nella categoria 2, le “Chiare, alta fermentazione, basso grado alcolico, di ispirazione angloamericana”, Birra dell’Eremo ha piazzato una medaglia molto pesante: al primo posto ha infatti trionfato la Nobile, la Golden Ale della casa.

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Il birrificio umbro, nato nel 2012 in quel di Assisi, deve la sua produzione ormai costantemente a ottimo livello alle sapienti mani di Enrico Ciani (il Mastro, formatosi al CERB di Perugia dopo la laurea in Agraria) e alla manager di ferro Geltrude Salvatori Franchi (moglie di Enrico e laureata in Relazioni Internazionali), che veicola i propri prodotti dall’Italia fino all’oriente (si vedano a tal proposito le recenti partecipazioni al Vinitaly in Cina e alla collaborazione con Eataly).

 

Ma come è questa Nobile?nobile2
Per prima cosa faccio outing: io sto benissimo nel mondo delle blond-pale-golden Ale e di tutto ciò che passa per botti. Ho quindi molte aspettative prima di bere questa Nobile, che si presenta con una schiuma chiara, bianchissima, fine e persistente nel bicchiere. All’occhio è limpida e bionda dorata. Al naso predominano i fiori di arancia ed un interessante erbaceo fresco che annovera perfino note di menta. In bocca l’amaro è presente al centro degustativo e al finale, con un restronasale maltato e balsamico.
Globalmente la birra non delude le aspettative: è ben fatta, perfettamente in stile, gradevole in aroma e in amaro (presente ma non arrogante). Può essere proposta e apprezzata da neofiti e inesperti (il colore dorato e le note amaricanti sono universalmente apprezzate) e se ne può bere serenamente un secchio senza esserne stuccati: la difficoltà di bevuta in una scala fino a 5 è di 1.
Vi propongo di berla in un bel tramonto dal balcone di casa, per festeggiare il fatto che il sole dia finalmente riposo dall’arsura diurna.