Ape Regina di MC77,quando gli emergenti sanno pungere

Il concorso Birraio dell’anno 2015 svoltosi a Firenze il tra il 15 e il 17 Gennaio 2016 era la prima manifestazione importante dell’anno. Organizzata da Fermento Birra , aveva lo scopo di assegnare due premi di rilievo: Birraio dell’anno e Birraio Emergente dell’anno. 20 partecipanti alla prima categoria e 5 alla seconda, selezionati da un’auterovole cerchia di giurati.
Quella fu l’occasione per noi fondatori di bevisolote.it di “presentarci al grande pubblico” sotto le vesti del nostro progetto iniziale,Hoperation Good Beer. Per l’occasione Immagine1
magliette celebrative e foto con le figure di spicco di questo mondo che ci piace tanto, tutto senza prendersi troppo sul serio ovviamente. Tra le foto a cui teniamo in particolar modo c’è quella con Cecilia (Scisciani) e Matteo (Pomposini) insieme al nostro stalker della birra, Obe.

Matteo e Cecilia sono i birrai e fondatori di MC 77 , nonché i Birrai Emergenti 2015.
MC, oltre che essere le iniziali dei due birrai e anche la sigla della provincia marchigiana di Macerata.
Se da un lato si può calcolare che entrare in un contesto regionale con meno concorrenza rispetto alle grandi regioni possa essere un vantaggio in termini di contendenti, si pensi anche che le conoscenze e la densità abitativa non favoriscono il proliferare di queste realtà. I ragazzi, invece, hanno avviato questo progetto nel 2013 e in pochi anni sono saliti alla ribalta per grandi birre, sia dal carattere semplice (la San Lorenzo per citarne una) che dall’estro sbalorditivo (la Fleur Sofronia su tutte).

In questa occasione andiamo a bere una birra di ispirazione belga con l’aggiunta di miele di acacia, l’ “Ape Regina”.
La Blonde Ale maceratese entra nel bicchiere con un bel colore dorato carico tendente al ramato, con un cappello di schiuma bianca e densa e una grana di schiuma perfetta da far invidia ai birrai belgi.
La parte nasale avverte subito delle note familiari all’ingrediente aggiunto e si armonizza con il corredo cerealicolo e gli esteri della fermentazione dando vita a degli aromi che ricordano la crosta di pane, il miele e frutta molto matura (albicocca e mela).13045422_10154224123604548_917194694_n

Il primo sorso è molto belga, con sapori dolci (miele ancora) e fruttati. La poca attenuazione, dovuta principalmente dal miele e la fa quasi accostare a una Tripel. Il preseguo invece vira sull’equilibrio con la dolcezza che si fonde ad un leggera luppolatura in modo da non rendere la bevuta stancante e monocorde.

La gradazione alcolica di 6,9% ABV e il miele le danno un connotato prettamente da stagione autunnale, ma bevuta alla temperatura consigliata di 8° gradi regge bene il confronto anche con la primavera e la fa risultare tutto sommato una bevuta semplice (livello difficoltà 2/5) ma mai banale.

ABBINAMENTO: Io l’ho azzardatamente accostata ad una pappardella al ragù di cinghiale, pensando che le note abboccate della birre stessero bene con quelle “selvatiche” del cugino del maiale. L’abbinamento ci sta ma visto che è una birra che si accosta facilemente ai palati di tutti, fate una cosa, prendete da parte il vostro publican di fiducia e consigliategli di ordinarne un fusto ad Ottobre. Non ve ne pentirete.

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