Isterica di Birra Perugia, l’acida italiana

Finalmente cominciamo con la rubrica BEVO SOLO IO, la rubrica che vi racconta delle nostre bevute per riportarvi le nostre impressioni che possono esservi utili per indirizzarvi a vostra volta su cosa bere o provare. Come potete leggere dall’articolo di presentazione della rubrica, non abbiamo l’ambizione di “degustare” perchè non siamo dei degustatori veri e propri: è il nostro gusto che ci guida, nel bene e nel male.

Essendo una rubrica di tutto il team di bevisolote.it, non sapevamo a chi dare l’incombenza di esordire in questo spazio e abbiamo ovviato al problema facendo una bevuta di squadra.
La scelta è20160311_210341 ricaduta su una birra di indubbio valore. Abbiamo bevuto la “bionda acida” d’Italia, l’Isterica della Fabbrica della Birra Perugia.
Fresco vincitore come Birrificio dell’anno 2016  (premio decretato da Unionbirrai) ,come ampiamente documentato nel nostro resoconto delle premiazioni, il giovane produttore umbro,  che si era fatto già fatto apprezzare dagli addetti ai lavori per prodotti come la Calibro 7 o la Chocalate Porter, ha deciso di sfondare il mondo Sour.

L’Isterica, prima classificata nella categoria 24 (Acide) a Birra dell’Anno 2016, una delle categorie legate a stili che hanno preso larghissimo piede tra i consumatori (per i maligni, che va di moda),  è nata dalla passione di Luana Meola, la birraia, e dalle mani di Luca Maestrini, il birraio, e ne è nata una perla.

La birra (lotto 4214) si presenta nel bicchiere con un dorato acceso, con riflessi aranci20160311_210726ati, lievemente opalescente con una schiuma bianca a grana fine che svanisce in tempi rapidi.

Al naso abbiamo avvertito odori che ricordavano mela acerba e speziature miste, con delle punte simili al vino bianco e sensazioni lattiche e acetiche, nonché qualche nota “funky” tipica dello stile.

L’assaggio inizia con la parte acidula e si completa con note di mela verde e altre dolci di frutta matura (ananas e frutta esotica), con un corpo  “snello” e una gasatura pressochè inesistente.
La bevuta si conclude finendo in un citrico dal carattere pulente perfetto come agente “sgrassante” su una qualsiasi tipo di pietanza. La gradazione alcolica di 6% abv è più che nascosta e non intralcia la bevuta.

Ne viene fuori una Sour Ale molto femminile, dal carattere gentile, che a tratti ricorda un sidro di mele, ma dal finale pronunciato che le da tutti i meriti del premio conquistato. Ma così come una donna, oltre alla gentilezza, sprigiona egualmente note forti e particolari tanto da rendere questa birra una bevuta da esperti (livello difficoltà 5/5) o da amanti delle sensazioni “aspre”.

ABBINAMENTO:  Avevamo promesso che abbinavamo la nostra degustazione a qualcosa che fosse un luogo, un cibo o una situazione di vita quotidiana. Bene, questa la abbiniamo ad una cena in compagnia di molte donne. Che spesso possono essere Isteriche, ma meravigliose come questa birra.

“Quando bevi una birra da solo, non sei veramente solo. La birra è li con te. Ti ascolta, ti ama, ti abbraccia e non ti giudica” Cit. Eccebomber, Twitter